McAfee ha stilato il 2011 Threat Predictions Report, un documento in cui avverte che, con l’avvento del nuovo anno, Apple sarà l’obiettivo primario degli hacker. McAfee dichiara che sta “anticipando le future  minacce”.

Ma come fa McAfee a stilare un documento di tale genere? Forse grazie alla saggezza ed la conoscenza dei suoi “preziosi” ricercatori di sicurezza informatica?

La relazione contiene una serie di previsioni che definirei quasi “profezie” ed altre congetture che elevano Apple ed i sistemi iOS e OS X ad un livello molto critico e bersaglio di possibili attacchi focalizzati, principalmente, sui social network e sulla geolocalizzazione.

Io programmo da molti anni in vari linguaggi di programmazione su varie piattaforme e, nel corso di un’esperienza ormai ventennale, posso dire di aver creato un solo virus (che non ho mai diffuso) nella mia vita ed esclusivamente per mero scopo didattico.

I virus, per danneggiarci, non basta che siano creati… devono anche essere diffusi in modo tale da arrivare sui nostri dispositivi.

Credo che nel mondo i programmatori in grado di creare virus siano tanti… ma non tantissimi. Quindi mi domando: chi di loro impiegherebbe il suo prezioso tempo per creare un’enormità di virus? E chi di loro si metterebbe di buona lena a diffondere il virus per danneggiare (senza motivo apparente) altre persone? Credo proprio nessuno, almeno che non siano dei programmatori “mentalmente malati” o che possano, comunque, ricavare un “beneficio” dalla divulgazione del loro virus.

Ma quale beneficio potrebbero trarre dalla divulgazione di virus?

Sicuramente potrebbero rubare delle informazioni importanti (tramite trojan o altro modo) dai computer di persone particolarmente importanti o ricche.

E allora, perchè i virus colpiscono tutti e non solo queste persone? Forse ci sarà un altro “beneficio” per i programmatori? Credo proprio che tale beneficio si possa chiamare “denaro” e che possa essere generato dalla vendita degli “antivirus” che, “magicamente” e “prontamente”, vengono creati da chi ha la “scienza infusa”.

Apple, con la sua piattaforma Mac OS X, è stata per anni un’oasi felice dal punto di vista della sicurezza grazie non alla diffusa credenza che sia praticamente inattaccabile ma al fatto che Apple è sempre stato un marchio per pochi e non per tutti.

E’ quindi evidente che l’attenzione delle case produttrici di AntiVirus (e di virus) si sia per anni piantata sulle piattaforme di massa (Windows, Symbian, etc…) tralasciando quelle di nicchia (OS X, linux).

A causa, però, di una notevole diminuzione dei prezzi dei prodotti Apple ed alla nuova “moda” dell’iPhone, i dispositivi Mac OS X ed iOS hanno raggiunto cifre di vendita mai generate prima. E’ normale che, adesso, le aziende di sviluppo software Antivirus stiano attenzionando tali piattaforme per incrementare i guadagni impossessandosi di una bella fetta di nuovo e vergine mercato.

Inviterei, comunque, tutti voi a non sottovalutare la questione. La credenza comune tra i fedelissimi di Apple che Mac OS X sia praticamente inattaccabile è proprio il motivo che lo potrebbe rendere particolarmente vulnerabile. Ricordate: il computer più sicuro è quello spento.

Tuttavia, per non temere virus, è sufficiente mantenere un corretto utilizzo del dispositivo avendo cura di attuare delle piccole ma basilari accortezze che spiegheremo in un prossimo articolo.

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